Ritorno al Medioevo

Lun, 08/07/2019 - 15:00
I briganti

Ho deciso: mi iscriverò a un corso di Diritto della Navigazione. Di questi tempi è fondamentale. Non per trovare lavoro, quello no: per partecipare alle conversazioni su facebook. È assolutamente inutile in questi giorni essere iscritti a qualsiasi social se non conosci l’argomento, perché tutti, proprio tutti lo conoscono. Ci sono “norme da imparare a memoria che riguardano il diritto interno, internazionale e comunitario, capacità di ricostruire la ratio delle norme e trarne regole operative da applicare per la soluzione delle problematiche...” (tratto dalla spiegazione del corso di navigazione presso l’Università degli studi di Milano).  Anzi no, non lo farò più. Non mi iscriverò più. Perché dovrei farlo se basta leggere i post condivisi su fb? Mi basterà leggerne uno o due per approfondire l’argomento, ne stanno postando talmente tanti! C’è quello secondo cui la Capitana Carola (della Sea Watch) dovrebbe restare in carcere a vita perché si sarebbe permessa di ignorare una regola italiana; poi c’è quello secondo cui la Capitana Carola avrebbe dovuto fermarsi in un altro posto invece di venire a rompere le scatole sempre alla penisola italica; c’è poi un altro che parla di Carola però apostrofandola con epiteti ignobili e augurandole di essere stuprata da chi lei stessa ha salvato. Poi ci sono le persone che sono andate ad accogliere Carola a Lampedusa, fischiando e ululandole contro come se stesse passando una strega pronta per andare al rogo. Medioevo ai giorni nostri, tutto italiano, fomentato dall’attuale governo. A scuola si dimenticano di dire che bisognerebbe imparare dai trascorsi storici, e non lasciare che accadano nefandezze in un’epoca in cui si potrebbe vivere in pace. E invece c’è gente che ancora scappa dalle guerre, scappa per proteggere i figli, per salvarsi la vita. E c’è chi produce armi di distruzione di massa per sterminare proprio quelle popolazioni in fuga, come per esempio l’italia, negli stabilimenti in Sardegna, Lombardia, Liguria, e non solo. Sì, il bel paese, dove si mangia bene, si gesticola, e si fabbricano le bombe. A voler tornare un poco indietro nel tempo per trovare altri periodi bui, mi basterebbe spostare l’orologio di 80 anni, quando la civilissima italia portava la civiltà in Etiopia a suon di stupri, bombardamenti massicci con l’utilizzo di Iprite (agente chimico che provoca sofferenza disumana). L’Amba Aradam è un monte etiope, non uno stupido modo di dire per indicare “confusione”, poiché più che confusa, quella battaglia diede in peggio delle bassezze italiche. E ai giorni nostri poco è cambiato, poiché si continua a scappare dalle guerre. E chi partecipa attivamente a quelle guerre con la vendita delle armi, dovrebbe aspettarsi prima o poi una risposta quanto mai karmica. Tutto torna, presto o tardi. Sarebbe auspicabile imboccare la retta via, quella dell’umanità, poiché è ciò che siamo, anche se siamo anche il risultato di governi scellerati. (Per i leoni da tastiera: la “i” di italia è minuscola di proposito!).

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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