Quelli che andranno all' inferno

Ven, 18/05/2012 - 17:22
Quelli che andranno all' inferno

In tanti assaggeranno la brace di castagno, quella di cui a detta di Calvano è fatto l’inferno. Fra essi insieme ai soliti cattivi noti ci saranno le masse, si miriadi di belle e brave persone che non hanno mai torto un capello a nessuno e che si sono tenuti alla larga da ogni peccato classico astenendosi anche dal desiderare la donna e la roba altrui. Sarà inutile protestare, rivendicare la propria bontà e appellarsi a una condotta irreprensibile. Gli uomini intenti a guadagnarsi il paradiso nel corso della vita incappano, quasi inconsapevolmente, nel peggiore dei peccati che sarebbe stato meglio un po’ di fornicazione per andare di gusto a trovare l’angelo della luce. Il Dio che tolse gli uomini dalle tenebre e dall’ombra di morte spezzando la schiavitù dal male è un Signore stravagante che più di ogni marachella odia l’ignavia. L’indifferenza è il peggiore dei peccati e gli uomini buoni continuano imperterriti a commetterlo. La passività garantisce le tenebre altro che un luogo ameno a farsi servire il caffè da Bonolis o Brignano, si finisce sulla brace col tormento ulteriore di avere Berlusconi al fianco a raccontare barzellette per l’eternità e col rammarico di ammettere che lui almeno la vita se l’è goduta. E voi sudici da immobili eterni ci finirete diritti, senza la consolazione della vostra coperta di Linus, niente divani nei bassifondi il fondoschiena lo poggerete sulla brace viva. Le vostre proteste saranno inutili e non vi varranno nemmeno uno straccio di limbo o qualche millennio di purgatorio. Comprenderete di essere il peggio degli uomini, di avere condotto una vita insulsa passata a evitare ogni diatriba e partigianeria. Chi ci ha dato la vita, invece, l’aveva fatto perché essa fosse passione, tifo, lotta. Perché ci fosse la fatica delle conquiste e dei cambiamenti. Ma si, in fondo non vi andrà male vivrete, da morti, un po’ di forti emozioni dopo essere stati per tutta la vita scossi solo da movimenti interni d’aria. E quanta delusione però quando guardandovi in giro non ci troverete tanti malacarne come noi, che stinchi di santo non siamo mai stati ma nella vita abbiamo avuto idee e passioni e nel bene e nel male l’indifferenza l’abbiamo sempre rifiutata. E voi nordici non fate gli indifferenti alla ramanzina, vale anche per voi che in questo caso siete fratelli ai sudici.

Autore: 
Gioacchino Criaco
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