Polsi: ricordato con una messa il Prof. Pasquino Crupi

Sab, 14/09/2013 - 18:33

Ieri 13 settembre 2013 si è svola a Polsi in Aspromonte la celebrazione eucaristica in memoria del compianto prof. Pasquino Crupi, voluta dalla Fondazione Corrado Alvaro, dal Centro Studi P. Stefano De Fiores e dallo stesso Santuario mariano.

Alla cerimonia hanno partecipato, oltre ai rappresentanti delle istituzioni culturali sanluchesi Bruno Bartolo, Antonio Strangio e Fortunato Nocera, altri cittadini e cittadine di San Luca e di altre località, amici del professore di Bova Mariana, di Bovalino, di Ardore ed una rappresentanza dell’Associazione Cultura Mediterranea guidata dal Presidente prof. Carmelo Catalano di Mammola, che ci ha tenuto a comunicare ai presenti il messaggio ricevuto dal Prof. Charles Cassar dell’Università de La Valletta e grande pittore, amico e estimatore del prof. Crupi, che così si esprime “ La morte del Prof. Pasquino Crupi lascia un vuoto culturale difficilmente colmabile. Fu un eminente rappresentante della Cultura Calabrese nel mondo e da Malta giungano le condoglianze più sentite.”

Il superiore del Santuario, canonico Don Pino Strangio, ha dedicato l’omelia al Professore e, facendo riferimento al santo della giornata Giovanni Crisostomo, grande vescovo e dottore della Chiesa del IV sec., ritenuto uno dei maestri della cristianità, ha ricordato come per tutti noi Pasquino è stato e rimane il maestro, e come egli stesso chiamava il suo amico rettore Don Trimboli “maestro”.

L’omelia è proseguita ricordando ciò che lo legava al Sacro Luogo e la necessità che egli sentiva di visitare, di tanto in tanto il Santuario, nonché i vincoli di amicizia e di stima con i rettori: Don Trimboli prima e con lo stesso don Pino.

Infine ha preso la parola Fortunato Nocera, “storico” amico e compagno del Professore, che di lui ha fatto un breve ma chiaro ritratto, ricordando le sue doti non comuni di critico innovatore e storico della letteratura, di giornalista brillante - a volte sferzante - ed efficace, di cultore di scienze umane e sociali, di oratore e comunicatore dall’efficacia straordinaria, di meridionalista e grande studioso del meridionalismo. Ha ricordato infine il viaggio a Polsi compiuto qualche settimana prima della morte, in sua compagnia, in una giornata di completa solitudine: nel Santuario non c’era nessuno. Ed al beneficio spirituale e materiale che dichiarò di aver ottenuto da quel viaggio, durante il quale gli confidò, anche, di voler riprendere la pubblicazione di una rivista dedicata al Santuario.

 

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