Non ammazzatevi per i debiti

Sab, 12/05/2012 - 11:52
Non ammazzatevi per i debiti

E ora che fate, vi appendete per il collo, vi sparate un colpo in testa, vi schiantate contro un albero? Mi spiace parlarne, lo so che è indelicato entrare nelle case in lutto gravide di dolore per chi gettando la spugna si è arreso ai debiti e il conto lo è andato a saldare col padreterno. Ma non si può stare zitti davanti ai suicidi a raffica innescati dalla crisi economica. E no cari sudici, sarò cinico, ma mica potete chiudere così le vostre esistenze, mica potete mollare prole e consorti e scappare dalla vita e dai debiti. Suicidarsi non è un atto eroico e anche se la disperazione merita comprensione, farla finita non è un bel gesto. Per cosa poi? Perché si è perso il lavoro, la casa? Perché non si può più avere l’iPhone, l’iPad, l’Ipod? Non fate gli ipocriti che lo sapete che tutte queste cose tre quarti della popolazione mondiale non ce l’ha mai avute eppure nessuna di quei miliardi di persone ha mai pensato di ammazzarsi, piuttosto si è fatta togliere di mezzo dalla fame, dalle malattie, dagli stenti di ogni tipo. Cos’è pensavate che il benessere vi toccasse di diritto, vi sentivate il popolo eletto? Beh, finalmente l’avete scoperto che non è così. Avete avuto tutto non perché ve lo meritavate o eravate immensamente in gamba, solo eravate nati nella parte più fortunata del mondo, figli di un sistema predatorio che faceva star bene voi e male gli altri. Un sistema che ciclicamente vi tira per un orecchio per ricordarvi chi comanda e per dimostrarvi quanto inutili siate. Così quando la vostra arroganza vi gonfia il petto dell’illusione di essere necessari, il mastro cartaio chiama giro e vi riprende le scartine che vi ha dato in mano. No, non è necessario che vi ammazziate, nordici e sudici, l’economia è disegnata per cicli, vacche grasse e tempi grami e i primi si succedono periodici ai secondi. Un po’ di anni ancora e riavrete le Paciotti ai piedi e le Mercedes sotto casa. Tenete duro per qualche anno, ammonticchiate le cartelle esattoriali in un angolo, restituite fino all’ultimo spicciolo che avete. Fatelo in fretta, prima il sistema vi avrà ripreso tutto e prima tornerà a darvi le prebende senza le quali non riuscite a vivere. Ma si, statevene sprofondati nei vostri divani, restate immobili e non sprecate energie, vi serviranno per stringere la cinghia il tempo richiesto. Lasciate stare le sirene della dignità che urlano forte in tempo di crisi ma tacciono quando i vostri truogoli sono pieni di mangime. L’onore, il rispetto per voi stessi li avete persi da tempo immemore e non ci saranno pallottole in grado di farveli riavere. 

Autore: 
Gioacchino Criaco
Rubrica: