Michele Muià, la bontà di un uomo

Sab, 11/04/2015 - 16:47

Muore anche chi occupa più spazio nel mondo e tra la gente.
Michele Muià, una stazza fuori dal comune e la realizzazione dell'uomo non in se stesso, ma negli altri. E in Mariangela, a cui,  nel passaggio inevitabile, ha consegnato lo sguardo e la bontà.
Michele, una persona buona che scandiva un'andatura lenta e discreta, che guardava e vedeva la famiglia, gli amici, i compaesani; un osservatore, mai invadente, che stava di lato gustando i piccoli gesti del mondo circostante e il Country, quel battito del folk mediterraneo mischiato al jazz del Titanic che lo hanno accompagnato dagli anni della giovinezza, della sua spensierata giovinezza nell'ateneo Messina, a quelli della maturità lungo e attorno ai luoghi e ai ritrovi “fra amici miei” del più importante paese dell'ultima provincia.  
Mi ha parlato di lui sua moglie. Aveva il viso dignitoso della sofferenza. Davanti a un caffé e a una lacrima rubata, Michele c'era, da qualche parte, verso il valore infinito che lui ha donato alla vita e a lei. Una chitarra piangeva in silenzio; il caffé ha smesso di fumare. 

Autore: 
E. M.
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