Lettera aperta di un cittadino geracese al suo sindaco

Dom, 18/08/2019 - 16:20

Caro e stimato sindaco di Gerace dottor Giuseppe Pezzimenti,
La prego di prestare attenzione a questa mia piccola lettera aperta, che ho lasciato alla pubblica lettura sui social.
Premetto da subito di non avere nessuna intenzione polemica, ma di voler riportare con forza la sua garbata e competente attenzione di primo cittadino della nostra Comunità Geracese su un problema serio che la riguarda.
Vado subito al dunque: io, nel Novembre 2018, con lettera aperta semiseria pubblica corredata anche di fotografie (ricorda?), sottoposi alla sua arguta attenzione le condizioni strutturali pietose nelle quali versavano i locali del nostro Servizio di Continuità Medica (Guardia Medica), la quale come Lei sa meglio di me, esercita giurisdizione anche sull'intero territorio del comune di Antonimina.
Lei, caro sindaco, dopo aver preso visione della lettera di cui sopra, celermente, in modo economicamente oculato per le casse comunali geracesi, avviò i lavori di ristrutturazione che, seppur lenti, hanno sortito un notevole e tangibile miglioramento dello stato strutturale, igienico - profilattico ed estetico dei locali di cui sopra.
Io, pubblicamente, alla fine di due consigli comunali geracesi, l'ho ringraziata pubblicamente e le ho chiesto di portare a termine i lavori di ristrutturazione dei locali i quali ancora, mi creda, necessitano urgentemente di microlavori di rifinitura del processo di ristrutturazione e messa a norma.
I locali necessitano infatti di:
1) Verniciatura delle imposte e della porta d’ingresso.
2) Installazione di un piccolo aspiratore degli odori sgradevoli sulla porta della stanza da bagno medico - pazienti.
Inoltre, La prego caro sindaco, di far cambiare al più presto i materassi dei letti dei medici della guardia medica, perché, mi creda, a loro dire, sono diventati, a causa dell'usura temporale, veri e propri nuovi strumenti di tortura umana. Non ho, caro sindaco, altro da comunicarLe con la presente lettera pubblica, sono sicuro che celermente si attiverà amministrativamente per risolvere quanto da me qui sottoposto alla sua cortese attenzione ed altri piccoli ma importanti problemi che interessano la nostra (purtroppo) sonnacchiosa, lenta e distratta, in senso civico, contemporanea Comunità Geracese, la quale dimentica o fa finta di dimenticare spesso che abita un territorio comunale traboccante di arte, storia, cultura, grandi valori religiosi e civili incarnati in uomini e istituzioni Figli degli Uomini, perlopiù transitati a miglior vita e alla gloria, e consegnati all'eternazione della memoria di noi posteri di buona volontà; Comunità Geracese che, a mio avviso, ha diritto perentorio e ineludibile al pari di quella Antoniminese, ad avere e usare un Servizio di Continuità Medica ubicato in locali moderni, decorosi, accessibili a tutte le categorie dei cittadini, igienicamente, profilatticamente ed esteticamente all'avanguardia o perlomeno da secondo ventennio del secolo XXI.
Un’ultima cosa: sindaco Pezzimenti carissimo, La prego, di tanto in tanto, di chiamare a rapporto nel suo ufficio, il carissimo, simpaticissimo, sempre sorridente, epicureo, piacione (come l'onorevole Carlo Calenda del PD), garbato, professionale and elegant and British man, geometra comunale Domenico Romeo (per gli amici e concittadini Mimmo), il quale da tempo non tiene nessun tipo di contatto tra i medici della nostra Guordia Medica e l'Amministrazione Comunale Geracese da Lei presieduta, pregiudicando così ogni possibile osservazione che potrebbe esser prodotta dagli stessi medici atta al miglioramento fisico strutturale complessivo della Guardia Medica stessa.
Dio La benedica e La preservi da ogni male.
Ps: mi sono dimenticato di comunicarLe, stimato sindaco Pezzimenti, nella lettera di cui sopra, che i medici della nostra Guardia Mesica Geracese - Antoniminese necessitano anche di un frigorifero funzionante, perché anche se ne hanno due a loro disposizione, entrambi da tempo memorabile umano sono guasti…
Con sincera stima,
professor Mario Lacopo
(Suo, spero, concittadino esemplare)

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