Il coccodrillo

Ven, 01/07/2011 - 12:30
Il coccodrillo

  Il coccodrillo ha poche frecce al suo arco. Volendo essere sinceri ne ha solo una, ma la gioca quasi sempre bene tanto da essere determinante per il suo destino. Passa la sua vita a divorar figli, quando è vecchio e la sua progenie sopravvissuta gli gira intorno pronta a ricambiarlo con la stessa moneta che ha spacciato per tutta la sua esistenza; eccolo il coccodrillo che moribondo riprende vita, gioca la sua ultima carta cercando di farlo bene. Lascia avvicinare i nemici, pronti a banchettare sul suo cadavere. Tac scatta la mossa, un colpo di coda micidiale che spazza il campo davanti a lui e gli permette un’ultima fuga che alla sua età è l’unica cosa che può fare: fuggire sempre, per vivere il più a lungo possibile. Sbaglia chi confonde il coccodrillo col caimano, quest’ultimo è molto più stupido e non ha una coda così possente come quella del suo parente rettile. Il caimano, in genere, dopo lunghe razzie finisce sempre preda di qualcuno. Il coccodrillo grazie al colpo di coda riesce spesso a morire di vecchiaia. E il Cavaliere si sente più un coccodrillo che un caimano: di figli ne ha divorati tanti e ne annienterà ancora. Il suo colpo di coda è partito, lascerà il suo scettro alla prole che gli risparmierà la vita. Era già grandicello ai tempi di Piazzale Loreto. Sa che la gente che lo ha amato, con in testa i beneficiari del suo regno, ha lo scaracchio in gola pronto per sputarglielo in faccia. Il ventennio è finito, ma se gioca bene le sue carte eviterà la piazza. E mentre tutti lo davano per spacciato, lui si è mosso rapido. Ha scelto tra i suoi figli, pescando uno dei pochi che in quest’aria di fine impero, in questo periodo di liquidazione totale, si sia astenuto dallo sfogarsi con Bisignani, dandogli dell’inetto o del cialtrone. L’Alfiere Alfano si sente l’erede in pectore, basta guardare il suo viso compunto, l’alterità della sua figura per rendersene conto. Lui non lo divorerà l’anziano padre, gli renderà dolce il viale del tramonto. Agli altri figli il coccodrillo non lascerà nulla, torneranno nell’oblio dal quale lui li ha fatti giungere. E siccome il peccato per antonomasia, del coccodrillo, è lo sbranamento dei figli, la sua tenerezza senile lo porta a salvare i figliastri. Finalmente riconoscerà il suo seme. Il Contadino di Montenero di Bisaccia. Sono stati insieme, a parlare fitto. Cosa c’entri tu con la sinistra? Ha detto il coccodrillo. Il Contadino ha aperto sul petto la camicia e abbagliante è apparso il suo cuore a scudo crociato. Figlio e figliastro s’incontreranno presto, ve lo abbiamo detto per tempo: Alfiere e Contadino, le due facce della stessa medaglia, o meglio i braccialetti delle stesse manette. La coda del coccodrillo ormai è scattata, spazzerà gli altri figli, a destra e a sinistra, il frutto di un Berlusconismo che senza di lui è destinato a marcire. 

Autore: 
Giacchino Criaco
Rubrica: