Il "Caracolo" di Caulonia: suggestiva processione pasquale

Lun, 07/04/2014 - 18:12

Secondo alcuni storici, furono alcune famiglie spagnole, trapiantate a Caulonia (all’epoca Castelvetere) provenienti principalmente dalla Regione della Murcia e dall’area di Cartaghena, a promuovere, alla fine del ‘600, l’avvento locale di una tradizione ultrasecolare nella penisola iberica ossia la celebrazione rituale della settimana santa. Certamente le famiglie iberiche riuscirono a diffondere l’usanza di ricordare in maniera imperiosa e, nel contempo, fervente, con delle processioni di immagini e statue raffiguranti la passione, gli ultimi giorni di vita di Nostro Signore perché,  in quell’epoca di grandi privazioni e sofferenze, la gente si immedesimava nella passione di Cristo. L’uso divenne tradizione a Caulonia e, oggi, nonostante siano trascorsi molti secoli, la stessa è ancora viva. Col tempo sorsero a Caulonia due attive arciconfraternite ovvero quelle dell’Immacolata e del Santo Rosario. I confratelli di queste associazioni, con molta passione e dedizione religiosa, nel tempo, contribuirono a salvaguardare le tradizioni caratterizzate da riti molto toccanti e suggestivi, che vengono vissuti in  tutta la settimana santa, a Caulonia. In passato rivali, oggi pacificamente legate dalla dedizione comune verso le proprie  antiche tradizioni, anche quest’anno le due realtà laicali, curate dal sacerdote don Fabrizio Cotardo, si sono attivate nell’organizzazione delle varie processioni e dei riti, molto profondi e suggestivi. Dalla domenica delle palme, dopo un lungo periodo di preparazione partono, dunque, le processioni e le celebrazioni che caratterizzeranno, originalmente, l’affascinante settimana santa cauloniese. Un periodo breve ma intenso, che culminerà, nelle ultime due giornate con la processione del “Caracolo” e con la realizzazione della cerimonia della “Svelata”.  Il Caracolo (parola forse derivante dal termine arabo karhara, che indica il girare o il ruotare), come dicevamo, si svolgerà dopo tanti giorni di preghiera intensa, il sabato santo, ed esso ricorda la processione tipica della Murcia, una delle diciassette comunità autonome della Spagna, posizionata nella parte sud-orientale della nazione, tra Andalusia e Valencia, sulla costa del Mar Meditarreneo. In effetti. Così come accade in Spagna, anche a Caulonia, in una strana atmosfera di cupo raccoglimento, per le vie cittadine, si snoda un’originale processione. Le due (nella Murcia ce ne sono molte di più) sopra citate arciconfraternite, con i propri confratelli vestiti di saio bianco e incappucciati, con una corona di spine sul capo, si incontrano in una zona del paese, "U  Buveri", dalla quale unitamente si dipartono per percorrere le principali vie di Caulonia, accompagnate da una folla mesta ed orante, a lume di fiaccole al vento. «Questa processione, consiste in un’attenta meditazione sulla Passione di Gesù Cristo e le statue che solennemente vengono portate in "giro" per il paese raffigurano gli ultimi momenti della vita terrena del figlio di Dio – ha spiegato il parroco cittadino, – tant’è che il Cristo all'orto, il Cristo alla colonna, l'Ecce Homo, il Cristo carico della croce, il Crocifisso, il Cristo deposto dalla croce, la Vergine Addolorata e San Giovanni, sono le figure emblematiche del Caracolo». Dopo una lunga sfilata, il corteo giunge a piazza Mese, su cui si affaccia la sua meta, la chiesa Matrice, centro del culto locale. L'attraversamento di piazza Mese richiede circa un’ora e dà luogo ad una serpentina, scandita e programmata, alla quale prendono parte, preceduti dalla banda, statue, fedeli, confratelli, aste, stendardi, croci e pennoni. Dopo l'ingresso in chiesa, il corteo si ricompone nella piazza, riattraversa una parte del paese ed, arrivato in via Vincenzo Niutta (il Ministro dell’epoca Cavour che proclamò l’unità d’Italia), si divide riformando i due gruppi che all'inizio l'avevano composto, ognuno dei quali fa ritorno alla rispettiva confraternita. Ma la settimana santa di Caulonia non è solamente il Caracolo. Ci sono le “Tre serate”, in cui ci si prepara, dal lunedì al mercoledì santo, alle celebrazioni che ricordano la passione, morte e resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. E la sera del mercoledì si svolgerà anche la processione del Cristo alla colonna, che raffigura Gesù flagellato. Poi il giovedì santo, dopo la celebrazione del rito dell’Ultima cena, c’è la visita ai sepolcri, splendide ricostruzioni artistiche della tomba di Cristo, nei vari splendidi templi architettonici del paese. Il venerdì santo si effettua la processione commovente del Cristo morto fino ad arrivare al momento del Caracolo e quello conclusivo, domenicale, della memoria della Resurrezione.

Autore: 
Giuseppe Cavallo

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