I complici

Ven, 15/07/2011 - 11:31
I complici

  “Gino, sai qual è l’invenzione più pericolosa dell’uomo? La democrazia” fece Pasquale senza attendere risposta dall’amico, e continuò. “Il popolo avrebbe bisogno di una zappa dall’alba al tramonto per portare a casa, la sera, il pane e la fatica a mangiarsi una zuppa di fagioli. E andare a letto a farsi una sana fottuta, e dormire felice sino all’alba, per riprendere la zappa. Gli hanno dato la libertà e tolto la zappa, e il popolo arriva a casa la sera con la testa piena di pensieri. Ha poco appetito di pancia e di letto, che i pensieri afflosciano stomaco e attributi, e la notte non fanno dormire. La democrazia è un cappio stretto al collo del popolo, che ci si strozza felice”. So che è un concetto reazionario, strano in bocca a me. Infatti è una conversazione reale fra due vecchi boss, avviati ormai sul viale del tramonto. Eppure, restando terribile, non è affatto banale. Da decenni sentiamo parlare di fallimento del comunismo, il che guardando all’applicazione pratica della dottrina marxista non è una menzogna. Analizzando però le democrazie più evolute, quelle occidentali, analogo ne emerge il fallimento.
E’ lampante che il benessere economico, ma solo fino a oggi, ha fatto la differenza. Superando l’alibi materialistico e andando a valutare le libertà anche in occidente le cose non vanno bene. Fra un po’ le cambiali in bianco firmate nel passato spazzeranno via le nostre illusioni di ricchezza. Torneremo a essere quello che siamo sempre stati, proletari vestiti a festa. Atterrato il pretesto della pancia piena scopriremo che la democrazia nella realtà non c’è mai stata. Siamo stati pedine in un regime di ladri di bassa leva. Anzi, che è peggio, davanti allo specchio confesseremo tutto: siamo stati complici del ladrocinio, affiliati di basso livello di una organizzazione criminale che ha fatto man bassa di ogni bene. Sapremo che mentre noi con le briciole compravamo hogan e false borse di Vuitton altri portavano via la cassaforte.
Complici siamo stati, con i nostri silenzi, con le nostre piccole ruberie. Siamo rei concorrenti di chi ancora raschia il barile da quello che è rimasto del futuro dei nostri figli. Tra qualche anno, o tra qualche giorno, quando i manganelli caleranno a chiudere le nostre bocche aperte in un urlo tardivo, avremo la certezza di non aver mai vissuto in una democrazia. Diremo che il comunismo era finto ma in fondo uguale alla democrazia dei regimi occidentali. Fra un po’, quando Spagna, Belgio, Irlanda e Portogallo saranno uguali alla Grecia, quando anche l’Italia crollerà portandosi dietro l’Europa. Allora, fra qualche anno o fra qualche giorno, sapremo dove realmente abbiamo vissuto.

Autore: 
Gioacchino Criaco
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