I Calabresi come gli Apache. Per loro la vita è un mustang

Ven, 04/05/2012 - 17:54
I Calabresi come gli Apache. Per loro la vita è un mustang

La metafora della vita per gli Apache sta tutta in questo aneddoto. L’esistenza è per tutti un mustang, un cavallo selvatico sul quale prima o poi bisogna salirci per cercare di domarlo. In groppa all’animale bisogna arrivarci al meglio perché se ci si viene disarcionati è la fine, ci si romperà l’osso del collo. E la vita è difficile per tutti, indipendentemente dalla latitudine alla quale si è nati. Ogni posto rivela insidie, i buoni genitori servono a quello a guidare i figli oltre i trabocchetti e portarli al meglio a montare sul dorso della vita. Un buon padre evita le trappole, fa di tutto per far schivare al figlio errori che ne pregiudicheranno il futuro. Un cattivo genitore consegna la prole al nemico zavorrandogli l’avvenire con un passato talmente pesante che non gli consentirà nemmeno di provarci, a salire sul mustang. Non fateli i figli se non avete il coraggio di lottare per loro, non procreate figli calabresi per darli in pasto a belve fameliche. E lo sapete, non fate i tonti, che la nostra terra pullula di fiere. Sapete chi sono i falsi amici, quelli dei baci e delle pacche sulle spalle. Quelli che immancabilmente non ci saranno al momento del dramma, lasciandovi a godervelo da soli. No, non fateli i figli se dovete darli in mano al primo incantatore di serpenti che vi entra in casa del quale avete troppa paura per dirgli no. No, non fateli i figli se siete così sciocchi da non distinguere il bene dal male in età adulta. Non date ai vostri figli condanne irrevocabili già nell’adolescenza. Non siate padre snaturati che si credono emuli di Filippo il Macedone, i vostri figli non assomigliano ad Alessandro Magno e il mustang è una bestia perfida che difficilmente si farà ammansire da una dolce parola sussurrata all’orecchio come Bucefalo.

Autore: 
Gioacchino Criaco
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