Governatore Oliverio, torni tra la gente

Dom, 11/08/2019 - 12:20

Signor Presidente,
c’è chi sostiene che nei suoi confronti sia in atto una persecuzione “politico-giudiziaria” tesa a destituirla. Non sarebbe la prima volta in Calabria che la “giustizia” fa strazio dei diritti civili anche se molto spesso ci siamo girati dall’altra parte. Ciò non toglie che una persecuzione è sempre cosa odiosa. Eppure cerco un minimo di solidarietà o di sdegno negli occhi della gente comune che affolla i lidi, le spiagge, i supermercati e i paesi ma trovo solo apatia e indifferenza. Il suo stesso partito, succube dei poteri forti, Le è ostile perché da anni vive lontano dalla gente comune e adagiato su alcune procure. Inoltre la sua “truppa”, al pari della sua maggioranza, sembra oscillare tra l’opportunismo e la viltà. Aggiungo che se il procuratore che sta coordinando le inchieste nei suoi confronti decidesse di dare la disponibilità a candidarsi al suo posto, da “destra”, da “sinistra” e dai “grillini” ci sarebbe una corsa per accaparrarselo. Stia certo: non lo farà! Anche se lo invocheranno come si invoca la Madonna la notte del Venerdì Santo. È troppo accorto e sa che se accettasse in poco tempo la furia distruttiva delle “folle” si incanalerebbe contro di Lui.
Signor Presidente, in Italia c’è un clima irrespirabile. In Calabria il “colpo di Stato” da parte di poteri antidemocratici, paramafiosi e occulti (ma sempre convergenti), è perfettamente riuscito anche per la totale subalternità e inconsistenza delle “classi dirigenti”. Inoltre, il popolo è stato “escluso” da ogni progetto di governo, e oggi esasperato e malinformato invoca i giustizieri inconsapevole che, alla fine della giostra, si troverà legato mani e piedi dalle catene che sta contribuendo a costruire. Per tutte questa ragioni, Lei è circondato! E ciò, per quanto paradossale possa sembrare, potrebbe essere la dimostrazione che Ella non appartiene alla “fibbia” o al “bottone” che comanda in Calabria e sulla Calabria. Più volte “eletto” ma senza i “titoli” necessari per entrare nelle arcane stanze dei piani superiori. E proprio in tali stanze, qualcuno ha deciso che la sua corsa si fermi qui e ora. Basti vedere come vengono distillati con cura gli “scandali” che la riguardano per capire che alla spalle v’è una regia perfetta a cui corrisponde una superba triangolazione  tra Calabria, Roma e Catanzaro!
A questo punto la sua scelta è tra arrendersi o combattere, sapendo però che scegliendo la seconda ipotesi, esporrà se stesso, i suoi amici e la sua famiglia a ogni rappresaglia perché la Calabria somiglia sempre più a El Paso governata dalla “giustizia dei sette capestri” che a una Regione europea.
Resistere e contrattaccare è drammaticamente difficile! Aggiungo che ogni resistenza verrà facilmente travolta se si attesterà sul nome del prossimo governatore o su quello dei prossimi assessori o consiglieri regionali. Mi creda Signor Presidente: non gliene fotte nulla a nessuno.
Lei ha una sola possibilità, non la sprechi cercando una inutile investitura tramite la legge delle “primarie” o con telegrammi. Lei, con un atto di estrema dignità, potrebbe trasformare l’attacco in atto nei suoi confronti in un punto di forza.
I calabresi devono sapere se saranno loro a scegliere il prossimo governo regionale, magari sbagliando, o se “altri” - che non hanno alcun titolo politico o morale - lo faranno al loro posto. Se, come afferma Zingaretti, Ella non potrà essere candidato “perché c’è un’indagine in corso”, tanto vale chiedere la lista dei candidati alla procura di competenza, alla questura, alla prefettura o direttamente alla legione dei carabinieri. E a questo punto la scelta sarà tra “Libertà” e” tirannide”, tra dignità e servilismo. Tra falsa legalità e difesa dello “Stato di diritto”. Il tutto in una Calabria marchiata a fuoco dal timbro della ndrangheta impresso sui suoi figli per poterli meglio sottomettere.
Solo questo può essere il terreno di scontro!
Se Lei si decidesse di impegnarsi, anima e corpo, in tale lotta di civiltà, a prescindere dalla Sua riconferma o meno, non si rivolga ai soliti cortigiani che stanno sulle palle a tutti, ma chiami a raccolta quel 56% dei calabresi che non votano più da tanto tempo, gli “esclusi” dal potere, gli “scarti” della società ovunque si trovino.
Se fossi un cattolico praticante aggiungerei anche i “perseguitati dalla giustizia” che, in Calabria sono decine di migliaia e che vanno dai componenti dei consigli comunali sciolti arbitrariamente per mafia, agli arrestati, agli inquisiti e ai processati “Ad maiorem Dei gloriam”.
Prometta una sola cosa: in caso di approvazione della famigerata “autonomia differenziata”, la Calabria darà vita a una “rivolta di Reggio” in ogni angolo della Regione anche se di segno diverso.
Lo faccia, Signor Presidente, finché è in tempo e non aspetti la notte di “lunghi coltelli”.
Personalmente continuerò a illudermi che combattere per un’altra Calabria di “liberi e forti” sia un’impresa ancora possibile e comunque se questo fosse il terreno di un prossimo confronto, i calabresi avrebbero già vinto quantomeno nella loro coscienza e rispetto alla Storia.

Autore: 
Ilario Ammendolia
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