Frà Domenico non predica l'abolizione del vitalizio

Lun, 15/04/2013 - 18:24

Su “il Quotidiano”  dell’8 aprile  il prof Domenico Cersosimo, tornato agli amati studi dopo la milizia istituzionale alla corte del divino Agazio Loiero, cautelatosi con una maschera antigas, s’è affacciato sulla scandalosa vita del Consiglio regionale, e contro la tabe, che lo fa maleodorante, ha proposto l'abolizione dei contributi ai gruppi consiliari. Non per sempre, però, ma fino a quando non vengano approvate “norme e regole stringenti e trasparenti sull’entità e gli usi possibili dei finanziamenti ai gruppi consiliari”. A dir vero, queste norme già esistono, anche se non sono stringenti come le manette, e anche l’entità dei finanziamenti  è stata stabilita.  E mi stupisco assai della dotta ignoranza  del prof. Domenico Cersosimo, e dell’orrore moralistico, che la accompagna con brividi, trasalimenti, freddo alla schiena: tutte manifestazioni tipiche di chi si trova per la prima volta di fronte a una realtà sgradita e difficile a immaginarsi. Come, per esempio, l'apparizione  d'un leone nella piazza di Laino Borgo dove il professore è nato da famiglia di lavoratori. Ciò che gli fa onore, ma è un onore acquistato senza merito.
Dunque, il detto professore non è un romito del Pollino. Non è un monaco assetato di solitudine. Non ha vissuto in preghiera  nei deserti della Tebaide, come la sua aspirazione alla purezza, trasudante dalla pagina de “il Quotidiano”,  fa sospettare.  Ha fatto parte dell'élite universitaria e dal 2007, quando Agazio Loiero lo ha chiamato all'alto ufficio di Assessore regionale alla Cultura, dell'élite - per modo di dire - politica. E dal 2009 al 2010 è stato anche Vicepresidente della Giunta regionale. Come mai non gli venne in mente di veicolare e oracolare i provvedimenti che solo oggi  propone, puntando l'indice sul presidente Talarico che al suo quaresimale ha replicato - e ha fatto male - con il guanto di velluto?  Capisco, anche la memoria è ad orologeria. Ma un professore deve avere buona memoria. E invece  accade che il prof. Cersosimo non abbia nulla da ridire su quella autentica vergogna che è il vitalizio. Che facciamo? Lo aboliamo o no? Oggi o domani? Intanto il prof. Domenico Cersosimo ne gode in anticipo, avendo chiesto - e lo ha ottenuto - che passi all'incasso prima del sessantesimo anno d'età, magari con l'abbattimento del 20%. E così dopo 3 anni di vita istituzionale  da esterno il prof.  Domenico Cersosimo percepisce un vitalizio di 3.000 euro.  Lui che non è un indigente, un precario, un disoccupato, ma un professore d'università.  Lui che vuole   aria nuova, aria pura in consiglio regionale.  Ma tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare, ed è largamente noto che i moralisti non sono moralizzatori, e che fra loro la specie  più ricorrente è quella dei Catoni stercorari.

Autore: 
Roderigo di Castiglia
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