E.L.L.

Lun, 01/08/2011 - 16:03
E.L.L.

L'esercito della libera Locride ha lanciato la sfida. Liberi e non servi. Mai più prigionieri di niente e nessuno. Fuori i padroni dalla nostra terra .. Buoni sulle sdraio .. scherzavo. E' che a volte il vecchio armamentario ideologico che mi appartiene salta fuori, non riesco a trattenerlo e spara cavolate a cui non crede più né Castro né Gianni Minà. Figurarsi, parlare di guerra da Sud, ci ritroveremmo in un attimo l'esercito in casa, quello vero, con i Lince e gli Agusta-Bell. Dicessimo la millesima parte delle sciocchezze urlate in questi anni da Bossi e company, riesumerebbero Garibaldi a rimetterci in riga. E' difficile trattare la condizione della Locride senza spaventare o annoiare i lettori. I discorsi ideologici sono difficili da fare e da ascoltare, meglio il mare in questa calura estiva. Eppure le ideologie hanno mosso il mondo, bene o male l'hanno fatto camminare. Ognuno di noi ha un suo mito rivoluzionario, e in cuor suo tutti un po' di rivoluzione la vorrebbero. Come si fa, però, a parlare di lotta a ragazzi che giustamente ambiscono a un'estate di divertimenti. E chi di noi non preferirebbe un sano agosto carico di avventure culinarie o sentimentali, a un mese di proclami e insulse dispute politiche. Un'idea l'avrei, nelle guerre d'un tempo per primi venivano arruolati i giovani, ritenuti più idonei alla battaglia. Direi, visto che il mondo così com'è è un prodotto dei padri, che i figli passino l'estate a far bisboccia sulla battigia e a intortare o farsi intortare a seconda delle propensioni. Per una volta i proscritti siano quelli con tante primavere alle spalle. Quelli che comunque hanno un passato, che sono stati protagonisti o complici del disastro attuale e non possono sottrarsi alla noia dell'ideologia rivoluzionaria. Il vecchio paga pegno, come è giusto che sia, e invece di lamentarsi di esclusioni minacciate dal nuovo che indietreggia avanzi con rabbia. Si la rabbia di esser stati fessi, accondiscendenti, di aver affidato ad altri il destino nostro. La rabbia di non aver avuto coraggio da giovani e aver preferito il mojito alla lotta. La rabbia di aver goduto dell'egoismo di generare figli senza costruirgli un domani. La rabbia di essersi fatti chiudere da malagente e mali stereotipi. La rabbia di dover rinunciare al mare, proprio ora che il caldo è insopportabile, per marciare su Reggio o Roma che le ERRE sono sempre uguali e sempre e solo rovina portano alla Locride. La rabbia di dover combattere senza armi, perché a noi nemmeno per scherzo ci è permesso di parlare dei kalashnicov che a Bossi saltano fuori da tutte le parti. L'esercito di liberazione della Locride non ha armi se non quelle che gli fornisce una disperazione ormai evidente. Combatterà con e per la speranza, e i vecchi vadano ad arruolarsi che magari un po' di loro peccati gli verranno perdonati.

Autore: 
Gioacchino Criaco
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