Della libertà

Lun, 22/07/2019 - 16:20
I Briganti

Quando penso alla libertà immagino un gatto. Da qualche parte ho letto che il gatto è un essere meraviglioso perché non sbatte la testa come un umano a causa di accadimenti spiacevoli, non si danna per cose passate o future. Il gatto, semplicemente, è! E nemmeno sa di esserlo. Dorme, va a caccia, si accoppia, fa le fusa se vuole qualcosa, corre quando gli va, esce, scompare per un po’ e poi torna. Esiste, questo è quanto. È essenza e basta. È nel presente. Vive qui e ora, così come cercano di indottrinarci nell’ultimo periodo le teorie “mindfulness”. Il gatto non sa di respirare, non se ne preoccupa affatto poiché nessuno gli ha menzionato nulla in proposito. Gli umani invece si sentono esseri superiori semplicemente perché pensano. O almeno ci credono. Ma un essere che sa di utilizzare il cervello non metterebbe a rischio la propria esistenza vivendo tra pericoli creati sempre e solo da umani, oppure non sprecherebbe tempo a rimuginare su cose passate o future. Un essere intelligente dovrebbe accorgersi che il tempo che trascorre vivendo è qualcosa che va assaporato nell’esatto momento in cui ci sta pensando, eppure perde questa opportunità. Per recuperare il tempo presente basterebbe prestare attenzione al proprio respiro, perché ci renderemmo conto che in realtà abbiamo persino dimenticato come si fa a respirare, infatti ogni tanto abbiamo bisogno di espandere i nostri polmoni con dei respiri lunghi e profondi. Ci vantiamo di essere quelli evoluti, eppure per vivere siamo legati a pezzi di carta, oppure ci divertiamo tenendo le bestie “meno evolute” in gabbie per essere ammirate dai paganti, senza accorgerci neppure del male che causiamo, non solo alle bestie ma a quei piccoli esserini in fase di crescita che sono i nostri amati figli, ai quali insegniamo che la tortura può essere perpetrata ai danni dei più deboli. E poi, dall’alto della nostra onniscienza, ci scandalizziamo se una tigre, in gabbia da sempre, azzanna il suo aguzzino. Nella nostra immensa benevolenza salviamo i cani prossimi all’uccisione e non ci curiamo di quale sia stata la sorte di quel pezzo di bistecca nel nostro piatto, insaporito e profumato, per cui le povere bestie vengono ammassate, spintonate, agganciate per le gambe, svuotate del loro sangue, costrette a guardare l’uccisione della bestia precedente, con la consapevolezza che verrà presto il loro turno. Questo è l’essere evoluto: un essere che nemmeno si ricorda di respirare, che vive in città avvelenate, che si affanna per avere un pezzo di carta a fine mese, che non si ferma mai a pensare. L’essere evoluto chiude i porti, erige muri, costruisce confini. L’essere evoluto sembra molto impaurito dalla sua stesa specie. Allora viva i gatti che sono puro istinto, non recano danno all’ambiente, non hanno secondi fini. Se ti odiano ti stanno lontano, se ti amano ti fanno le fusa. Viva i gatti, liberi, ovviamente.

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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